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Fontana Pretoria |
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La Fontana Pretoria |
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Da Firenze a Palermo La fontana “Pretoria” di Palermo realizzata, tra il 1554 e il 1555, dallo scultore manierista fiorentino Francesco Camilliani con la collaborazione dello scultore Mìchelangelo Nacherino., per il giardino della villa fiorentina di Don Pedro di Toledo, venne venduta al Senato di Palermo nel Gennaio del 1573, dal figlio di Don Pedro, Luigi Toledo, per la somma di 20.000 scudi (ottomila onze). La sistemazione della fontana nel piano del pretore L’incarico di adattare e sistemare la fontana, nel “piano del Pretore” di Palermo, fu affidato all'architetto Fiorentino Camillo Camilliani, il quale sbarcò a Palermo nel 1574. Toccherà all’insigne poeta palermitano Antonino Veneziano risignificare in chiave locale gli aspetti mitologici e simbolici della macchina marmorea attraverso i suoi distici.
Pietro la Placa Cancelliere della città, nel
1736, in occasione "dell'acclamazione, e Coronazione della Sacra Real Maestà
di Carlo lnfante di Spagna, Re di Sicilia, Napoli, e Gerusalemme,..." da
alle stampe "La Reggia in Trionfo" in cui descrive così il piano del
palazzo Pretorio e la fontana “…la Corte Senatoria: Essa è di figura
quadra, e si distende a passi 46, molti vaghi prospetti l'adornano, cioè il
maestoso del palagio del Senato, il pulito del Monistero di S. Caterina, il
pomposo della chiesa di S. Giuseppe, e 'I pregevole del Signor Marchese
Presidente D.Francesco Gastone: ma il più nobile ornamento di questa piazza è
la sua celebratissima fonte marmorea, ch'è di tale grandezza, che occupa tutto
l'ampio seno del luogo…” Breve
diacronia di alcuni interventi di restauro, protezione e…… La fontana “pretoria”, nel corso dei secoli è stata oggetto di continue attenzioni per la sua salvaguardia, sia dall’azione degradante del tempo che dai vari vandalismi e furti. Di seguito si riportano succintamente alcuni dei fatti indicativi, riguardanti la fontana, messi in atto dalla civica amministrazione per il suo mantenimento e protezione. 1717/1718- interventi di restauro, durante il Regno di Vittorio Amedeo Il, che riguardarono sia le statue che le figure degli animali 1737 collocazione di una cancellata perimetrale 1858 sostituzione della vecchia cancellata, obsolescente, con una nuova disegnata dall'architetto G.Battista Basile e interventi di restauro su alcune statue per mano dallo scultore Rosolino la Barbera, allievo del Villareale 1864 rimozione della cancellata disegnata dal Basile, in occasione dei lavori di livellamento del piano del Pretore con la Via Macqueda. La cancellata smantellata venne donata all'Orto Botanico di Palermo. In quell’occasione si pensò anche di rimuovere la fontana dalla piazza per trasferirla nel piano della Vittoria. L’infausta intenzione di spostare la fontana in altro luogo sia in quell'occasione che in altre fortunatamente non riuscirà mai ad avere seguito Da li a poco, lo studioso Agostino Gallo in un’appassionata ed erudita relazione inviata al Senato Palermitano, denunciando il danno che in passato aveva patito la fontana senza adeguata protezione, invitò il Senato di ripristinare la recinzione che era stata alienata nel 1864 all'orto Botanico. 1872 ricollocazione della cancellata di recinzione del Basile al suo posto come auspicato da A.Gallo, 1888
12 gennaio illuminazione della Piazza Pretoria con la luce elettrica.
Il fonte principale composto dal grande bacino ellittico, intercalato da tre bacini decrescenti; 4 coppie di erme, che sottolineano gli ingressi; 4 statue allegoriche distese su un fianco, rappresentanti i fiumi palermitani, Oreto, Maredolce, Papireto e Gabriele, fiancheggiate ciascuna da un Tritone e una Nereide; l24 teste, di protomi di animali fantastici incluse ciascuna dentro nicchie archiacute. Le
16 statue, a tutto tondo, fiancheggianti le gradinate d'accesso ai
due livelli della fontana rappresentano: Mercurio - Pomona, Vertunno - Venere
Verticordia, Apollo - Diana,
Ricchezza o Abbondanza - Liberalità, Adone
- Venere, Trittolemmo - Cerere, Ercole - Bacco, Orfeo - Opi; Aspetti mitologici e allegorici di alcune
delle statue della fontana Pretoria e i distici del Poeta A. Veneziano > Pomona - Ninfa latina di origine Etrusca - Sposa di Vertunno presiedeva alla maturazione dei frutti dei giardini e degli orti. Allegoricamente era raffigurata da una giovane donna recante in una mano una cornucopia piena d'ogni specie di frutta. Distico - Correte eterni rivi,
che vedrans. - Qui piante germoglian vago tesoro. Con frondi di smeraldi,
e poma d'oro. > Vertunno - Dio romano di origine Etrusca - Sposo di Pomona, era considerato il dio del divenire e del passaggio dalla fioritura alla crescita dei frutti. I giardinieri gli dedicavano i primi fiori, in boccio, ed i primi frutti. Vertunno per convincere Pomona a sposarlo assunse diversi aspetti; prima aratore, poi mietitore quindi vignaiolo ed infine di giovane uomo nel fiore della sua bellezza. Distico - Per I 'addietro mutai vane sembianze. - Or che a sì bello e si gran fonte venni, - Stupii, i passi fermai, pietra divenni. > Apollo - detto anche Febo, che vuol dire dio raggiante, era considerato simbolo del sole e della luce apportatrice di civiltà. Dio della poesia e della musica si attribuiva ad Apollo il cavallo Pegaso dalli ali di cigno, il quale avendo urtanto la rupe, sull'Elicona in Beozia, fece scaturire la famosa fonte di Ippocrene, (fontana del cavallo), alla quale si abbeveravano i poeti per l'ispirazione Distico - Mentre dell'acque, e della cetra il suono.- Molcisce i petti, deh non far fracasso. - Che con Niobe sarai rigido sasso > Diana - (Artemide per i greci) - Divinità latina, assieme con Apollo protettrice di Roma, rappresentava, simbolicamente, la luce lunare e la benefica influenza dell'astro sul succedersi delle stagioni, e sui movimenti del mare. Vestita con abito, succinto, da cacciatrice, era armata con arco e turcasso. Distico - Tu, che ignuda mi scorgi in questo marmo, Non riguardar mia deità protervo, - Se Divenir non vuoi cornuto cervo. Il distico riferisce la trasformazione di Atteone, giovane tebano, che venne trasformato in cervo per aver visto la dea nuda mentre faceva in bagno. > Adone - Simbolo della natura che si rinnova anno dopo anno (morte, Inverno, e resurrezione, Estate). Adone venne ucciso dal geloso Marte, trasformatosi in cinghiale, per avere destato la passione di Venere. Distico - Cruda fiera m'estinse; - Ma coll’umor di
queste limpide acque - eterno fia l'onor, che in me già nacque. > Venere - (divinità italica) dea della bellezza e dell'amore - I romani gli consacrarono il mese di Aprile. Simbolo della forza seminatrice della terra, fecondità dei fiori e maturazione delle piante. Distico - Che fonte è questo? son gli amari pianti - De la dea sopra Adon suo spento amore - Bei, venne, e non turbar I 'almo Iicore. > Trittolemmo - Costituiva, associato alla madre Cerere (Demetra) e alla sorella Proserpina (Persefone) la trinità della fertilità Era considerato l’eroe che introdusse, per volere della madre Demetra, l'arte di coltivare il grano agli uomini. Distico - Se de la Balia Cerere le poppe - Non ho posto
in oblio, quest'onde intatte -Han non so che di quel divin latte. > Cerere - (Demetra per i greci). Una delle maggiori divinita romane, figurava la maturazione del grano e l'imbiondire delle messi. Veniva considerata come colei che insegnò agli uomini l'arte di coltivare la terra. Distico - Cerere
dea del regno, e de le biade- Inventrice stanzar qui si compiacque - Come capo
del regno, e capo d’acque. > Bacco - (Dioniso per i greci)
Simbolo della potenza inebriante della natura e della linfa che gonfia i chicchi
dell'uva nonchè della dissolutezza e licenziosità, fu onorato dai Romani
sotto il duplice nome di Bacco e dì Libero. Distico - Colui che l'uve ritrovondo, l'onde - vi
mischio di Achelo, ha qui trovato -Tazze ben degne a quel licor beato. > Orfeo - Citaredo. Simbolo della reincarnazione e dell’anima immortale, ricevette da Apollo la lira a sette corde alla quale ne aggiunse altre due in ricordo delle nove muse, sorelle di sua madre. Distico - D’Acheronte sperai trarne Euridice - Mà inv'an;
or lasso vengo, ed assetato - a ber di questo fonte, e rio gelato. > Opi (Cibele e Rea) - Dea primigenia Romana della terra, era considerata capace di proteggere le colture, la mietitura e la semina e il grano nei granai. A Roma il 19 Dicembre in onore del1a dea Opi (Ops o Opis), si celebravano le Opalie, festa in cui i padroni invertendo l'ordine sociale, servivano a mensa i servi e schiavi, e tenevano corte imbandita per chiunque si presentasse in casa loro. Distico - Chiare, fresche, e dolci acque - Che del bel fonte mio, Palermo, bei, - Il latte son, onde ho nutrito i Dei - E ben tale ti scorsi - che quanto dolce a 'figli miei Io porsi - Tutto versarlo in te sola mi piacque. © 2002 pietroales@tiscalinet.it |
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La fontana realizzata nell’ambito culturale della cultura manierista fiorentina, influenzata dal neoplatonismo di Marsilio Ficino, nasce come fonte della vita, simboleggiata dal ciclo continuo dell’acqua e della natura fra nascita e morte.
Il Paruta e il Palmerino, a proposito
dell'inizio dei lavori e di sistemazione della fontana, ci riferiscono:
…“il 24 ottobre 1575 “si comincio ad assettare li marmori della
fontana del Pretore e si spararono diversi mascoli"… (Diario della città di Palermo)
Trittolemmo
Orfeo
Adone
Cerere
Bacco |
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