Cruillas
da Borgata a Quartiere
Agli inizi del XIX
sec.il territorio della città di Palermo era costituito dagli antichi quartieri
storici racchiusi
entro la cinta muraria e dall’agro,
cioè la parte rurale, costituita dalla campagna e da numerosi
villaggi. Per raggiungere le ville edificate dall’aristocrazia
palermitana, e i numerosi piccoli nuclei rurali
della campagna a settentrione, piana dei Colli, e a mezzogiorno,
Bagheria, esistevano numerosi stradoni per lo più
carrozzabili delimitati da muri.
Dopo il 1860 Il villaggio
Cruillas, con 626 persone, si trova collocato sotto il “ comune
“ di Resuttana S. Lorenzo, nel 1889 il riordino amministrativo del
territorio comunale comporterà la
seguente suddivisione: la città con i quattro mandamenti interni alle
mura più i due esterni, e
la campagna (territorio suburbano).
Il territorio
suburbano venne diviso in 9
sezioni che comprendevano quaranta borgate, la
borgata di Cruillas
venne suddivisa tra la
sezione 13 di Uditore
e 14 di Resuttana.
Successivamente, le sezioni
suburbane da 9 passeranno a 13,
Cruillas diverrà frazione suburbana n° 16 con un’estensione
territoriale di Ha 1677,50.
Nel 1976 in applicazione della legge regionale che consente ai
comuni di ripartire il territorio in quartieri, il territorio di Palermo venne ripartito in 25 quartieri,
Cruillas (Ha 1.062,50) diviene il 19° quartiere includendo l’area
residenziale del C.E.P, oggi S. Giovanni Apostolo
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LE VILLE
FASCINO E DECADENZA
Verso la fine del XVI
sec. l'aristocrazia siciliana dopo avere abbandonato i feudi e i remoti
castelli dell'isola s’insediò nella capitale e a somiglianza della
nobiltà di altre regioni divenne cortigiana Nella capitale costruì
sontuosi palazzi e successivamente, dopo aver arricchito la città, con
le sue spaziose abitazioni, edificò
nelle pianure del palermitano altri sontuosi palazzi per la
villeggiatura. Il 700 fu il secolo in cui quest’interessante fenomeno
raggiunse il massimo sviluppo
Villa Mango
Ubicata in fondo alla
via Mango nella contrada un tempo detta dei Petrazzi poi anche
Scannaserpi ai Colli.

Alla fine del ‘600 Giuseppe
Corvino Ansalone
Principe di Roccapalumba, nella sua vasta tenuta agricola ai Colli,
realizzò una villa, che il Mongitore definì “ una delle più
memorabili case che si godono in tutta la contrada de’Colli”, e un
organizzato giardino
con 3
lunghi “passiatori” bordati da
4 file di alti e
fitti cipressi. All’inizio
di uno dei passiatori, era
la chiesetta dedicata al
SS. Crocefisso che era arredata all’interno
con “ l’immagine del Signore
di rilievo e con un quadro della Madonna del
Rosario a’ piedi”. Verso il 1785
la tenuta fu acquistata dal Marchese di Casalgerlando Antonio
Mango che, come
ci fa sapere il
Marchese di Villabianca, nel
1799 fece tagliare per ordine del re gran parte dei cipressi per
costruire barche cannoniere.
La villa che un tempo
aveva un vasto parco, oggi
si presenta con un aspetto talmente dimesso che poco fa
intravedere del suo
passato splendore. Il prospetto che da sulla corte è
ravvivato da un portale d’accesso poligonale di modello
manieristico.
Poco distante dal casino, ai margini di un agrumeto isolata
dal suo contesto villereccio, è posta la
chiesetta del SS. Crocefisso
dal semplice
frontespizio su cui si apre
un portale in pietra architravato incorniciato da una sagoma modanata,
sormontato da una finestra
e da una croce ad intaglio.
Al culmine della facciata è situata la nicchia
a capanna per la campana. All’interno della chiesetta
nel pavimento si trova un interessante pannello in ceramica.
Il toponimo della via ricorda
il nome Marchese
di Casalgerlando Antonio Mango.
Villa Atenasio
Ubicata nella via
Atenasio nella contrada un
tempo detta dei Petrazzi e successivamente delle Terre Rosse ai Colli.
Nel fondo agricolo
dove sorgerà la villa del XVIII
sec, vi era precedentemente un baglio agricolo risalente al XVI sec. Tale baglio aveva nel cortile una cappella
intitolata alla Madonna
della Pietà che ospitava un’ immagine dipinta a fresco
datata 1573. Il
baglio con le sue pertinenze passato
ai Corvino di Roccapalumba, verrà successivamente concesso in
enfiteusi a Don Giovanni Francisci e da questo per un breve
periodo al parroco di S. Giacomo la Marina Don Francesco Serio e
Mongitore. Morto il parroco il fondo ritornò in possesso ai Principi di
Roccapalumba.
Nel 1770 la tenuta venne ceduta
al Maestro Razionale del Regno Giovan Battista Atenasio, il quale adattò
il baglio a tenuta residenziale.
L’ Atenasio farà edificare
nella villa un’altra cappella dedicata alla SS. Trinità, in
sostituzione di quella precedente, per la quale ottenne nel 1783
la licenza per “benedirsi”. Il
fondo pignorato nel 1843 al
proprietario Don Francesco Paolo Atenasio, passerà nel 1847 ai fratelli
Briuccia, che lo concederanno in gabella a
diverse famiglie fra le quali quella dei Catania. Agli inizi del ‘900
la tenuta passerà ai conti Airoldi.
La cappella edificata
dall’Atenasio, che nel 1956 era ancora in funzione sotto il titolo di Madonna
delle Grazie, pochi anni fa
è stata demolita. I toponimi delle
strade del luogo testimoniano
i tanti e diversi proprietari. Al
Maestro razionale Atenasio è legato l’omonimo toponimo che da
il nome alla via, ai Briuccia nel
XIX sec. il toponimo
della via
Atenasio-Briuccia e alla famiglia Catania nel XX sec. il toponimo della
piazza antistante l’ingresso della
villa.
Villa Castrofilippo
Ubicata in fondo alla
via Conceria, nella contrada un
tempo detta delle terre rosse, appartenne al cavaliere di Malta
Francesco Monreale Duca di Castrofilippo.
Il prospetto della villa, oggi interamente crollato,
presenta soltanto il
disegno dell’originale
scalone che aveva uno
svolgimento ad elica.
Villa de Gregorio
Ubicata nella contrada Petrazzi
venne edificata, verso il 1750, dal Mastro Razionale
Stefano Tassorelli.
La villa successivamente fu acquistata dal governatore delle
secrezie e della dogana di Palermo Camillo de Gregorio Marchese del
Parco. La villa in stile rustico
rococò con annessa cappella privata, presenta una corte caratterizzata
dallo scalone a doppia rampa e
un bel parco con viali
acciottolati, fontane, coffeehouse e camera dello scirocco.
Di buona fattura le decorazioni a fresco del coffeehouse e del
piano nobile.
Villa Arena - Mortillaro
Nel 1568 Pietro Tudisco comprò, dalla Pia Opera di Navarro, un
vasto fondo agricolo ubicato
nella contrada “ Pozzo Comune”
ai Petrazzi, che comprendeva anche una piccola montagnola difesa
da una torre del XVI sec. Nella seconda metà del ‘600 la proprietà
passò dai Tudisco all’Abate Giovanni Faja che nel 1724 la alienò al
Giureconsulto Girolamo Arena Giudice della Gran Corte.
Successivamente al 1724 G. Arena iniziò la costruzione
dell’attuale villa, in cui ubicherà nel 1749 una cappella intitolata
a S. Francesco di Paola. Dopo la morte di Girolamo Arena i lavori di edificazione della villa furono
proseguiti dal figlio Giuseppe, anch’egli
magistrato.
Successivamente il fondo con la villa passò al genero Carlo
Mortillaro Asmundo Barone del Ciantro Soprano. La villa, mai completata
nelle partiture esterne,
ebbe nel 1749 come direttore dei lavori l’illustre
Architetto Sac.
Nicolò Palma.
IL vasto prospetto della villa è raccordato con l’ampia corte da
un imponente scalone a tenaglia
Baglio Salerno
Ubicato in fondo alla via Salerno nella
contrada un tempo dei Petrazzi.
Il baglio agricolo di origine tardocinquecentesco
è caratterizzato da un manieristico portale d’ingresso che
immette nella corte. Il portale composto da due stipiti in pietra da
taglio lisci presenta due conci a bugnato a scaglie nei punti
dell’imposta dell’arco a pieno centro. Nel concio di chiusura
dell’arco (serraglia), è presente un elemento decorativo costituito
da una rosa sovrapposta a due spadini disposti
a croce di Sant’Andrea, che con tutta probabilità era lo
stemma del proprietario del Baglio. Verso il
1580, all’interno
del baglio, per volere di Don Giuseppe Insirillo Canonico della
Cattedrale di Palermo fu realizzata
una cappella dedicata alla SS. Vergine. L’ingresso della cappella
avviene attraverso un semplice portaletto architravato ai cui lati sono
due finestre rettangolari in pietra di taglio sobriamente
modanate.
Il fondo prima di pervenire ai Salerno nel XVIII sec. appartenne al
Sac. Giovanni Battista Carlotto e nel 1748 a Michele Bartolotta.
Case di S. Croce e chiesa
dell’Addolorata (Inserra)
A circa tre miglia della parrocchia di Cruillas salendo per
la via Inserra nella località di Cozzo S. Croce sono
ubicati, un piccolo caseggiato agricolo, che presenta nei
paramenti esterni le
intonacature tipiche del ‘700 e la chiesetta dell’Addolorata.
Quest’ultima, nel 1776, fu fondata per volere di Girolama Oneto vedova di Giovanni
Battista Celestri Marchese di S. Croce.
La chiesetta presenta nel prospetto
lo scudo con le armi inquartate (Celestri - Oneto) della fondatrice e
l’emblema dell’addolorata.
All’interno della chiesetta sull’altare è collocata una tela del ‘700 con l’immagine della
Madonna Addolorata ornata e ricoperta da ex voto. La chiesetta è
oggetto di pellegrinaggio da parte degli abitanti di Cruillas in
occasione della festa dell’Addolorata
Lungo la strada che
conduceva all’Inserra, nella contrada
detta “ Pozzo Comune”, per via del pozzo che fu cavato, come
ci informa il Villabianca, per risolvere
i problemi di carenza
d’acqua che affliggeva la località, nel 1612 esisteva un fondo
agricolo con alcuni
caseggiati rurali e magazzini appartenenti
a Donna Isabella Termini e Ferreri moglie di Bartolomeo Caputo.
Il fondo, nel 1646, venne donato dalla detta Isabella ai padri del
Convento dei Fatebenefratelli
di S. Giovanni di Dio.
I conventuali entrati in possesso del fondo aggiunsero nuovi corpi
di fabbrica a quelli già esistenti fra cui nel 1667, nel cortile,
una piccola cappella
dedicata alla SS. Vergine,
le cui dimensioni erano: “profonda palmi 17” (m. 4,42) e larga
“palmi 10” (m. 2,60),
Nel gennaio del 1718
per volere del parroco Nunzio Maria Serio dell’ordine dei
Fatebenefratelli venne dato inizio
all’edificazione di una nuova cappella intitolata
all’Immacolata Concezione, S. Rosalia e S. Giovanni di Dio, che verrà
inaugurata e solennemente
benedetta dal P. Cesario Sauli, nel mese di maggio dello stesso anno
La chiesetta con nave e cappellone, lunga
palmi 44 (m. 11,44)
e larga palmi 16 (m. 4,16), fu arricchita all’interno con il quadro
dipinto dal Sacerdote Antonino Falanga, raffigurante l’immagine
dell’Immacolata Concezione tra S.
Rosalia e S. Giovanni di
Dio. Sopra il dipinto, si legge SICUT LILIUM INTER SPINAS - C.C.
I Fatebenefratelli, nel 1755, si dispenseranno
della proprietà in favore di Don
Cristoforo del Giudice che a sua volta la cederà, diversi anni dopo, al Marchese Domenico Antonio Cruillas.
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TOPONIMI DELLE STRADE CHE RIGUARDANO CRUILLAS
QUANDO ALL’EPOCA ERA SUDDIVISO TRA I QUARTIERI
ZISA-UDITORE E RESUTTANA-SAN LORENZO NEL XIX
SEC. TRATTI DA
“Dizionario delle strade di Palermo” di Carmelo Piola
1870 Stamperia Michele Amenta
ZISA E UDITORE (comune
riunito I)
Badia, via della - Dal villaggio dell’Uditore a San Lorenzo.
Conceria, via della- Dal piano di Malaspina alla conceria di Baruccheri.
Felice, via - Dalla Badia alla via della Conceria in via Malaspina.
Salerno, via- Dalla via Felice alla via Cruillas.
RESUTTANA E SAN LORENZO (comune riunito III)
Atanasio, via-
Dall’imboccatura della via Conceria, sino all’imboccatura della via
privata di Settimo.
Atanasio e Briuccia, via - Dalla casina Atanasio al confine del fondo Rosa, ove
facendo angolo giunge al gradone sottano di Briuccia.
Cruillas, via- Dalla Conceria in
via Malaspina e Cruillas alla casina Settimo.
Inserra, via- da Cruillas a Bellolampo, Billiemi e confini della Torretta.
Mango, via-
Dalla Casina Sciales in via Maccionello
allo stradone nuovo presso Settimo.
Stradone Nuovo- Da San Lorenzo alla casina Settimo nella via Cruillas alla
imboccatura della via
Pizzo.
TOPONIMI DELLE STRADE CHE RIGUARDANO CRUILLAS NEL XIX SEC. TRATTI
DA “Pianta Topografica dello esterno di Palermo” Calogero Ligotti
Livolsi Tenente delle GG.
DD.1881-1882
Cruillas-villaggio- Questo villaggio trovasi 4000 metri circa distante dalla città
poco pria di terminare la via di questo nome, ove sboccano a destra la
via Mango ed a sinistra la via Salerno.Per
raggiungerlo porta e via Carini, piazza S.F. di Paola, via Malaspina,
via Cruillas.
Cruillas-via- Questa via guarda l’occidente a destra terminata la via Conceria
e giunge a trovare la Giarra Petrazze, da dove a destra conduce
al Villaggio S. Lorenzo, a sinistra alla Giarra Uditore e di fronte la
via Inserra
Abbadia-via- Questa via trovasi a destra appena
entrati nel Villaggio Uditore e giunge fino a trovare la Via Petrazze,
da dove a destra conduce alla Giarra Petrazze ed a sinistra alla Giarra
Uditore.
Atanasio-via- Questa via guarda il Settentrione terminata la via Bozzanga, e
giunge a trovare la Via Nuova a San Lorenzo, da dove a destra conduce al
villaggio S. Lorenzo ed a sinistra alla Giarra Petrazzi
Bozzanga-via- Questa via guarda il settentrione
terminato il secondo tratto della Via Malaspina e giunge a trovare la
Piazzetta Atenasio.
Cavallacci alla conceria-via- Questa via guarda il settentrione dalla piazzetta Malaspina e
giunge fino a trovare la conceria Barucchieri.
Conceria -via- Questa via trovasi a sinistra terminato il secondo tratto della
via Malaspina e giunge a trovare la conceria Baruccheri, dove a destra
trovasi la via Cruillas ed a sinistra la via Cavallacci alla Conceria.
Felice-via-. Questa via guarda l’occidente a sinistra scorsi
600 metri circa della via Cavallacci alla Conceria e giunge fino
a trovare la via Abbadia, da dove a destra conduce alla Giarra Petrazze
ed a sinistra al Villaggio Uditore.
Inserra-via- Questa via guarda l’occidente dalla Giarra Petrazze appena
terminata la via Cruillas e giunge fino a trovare il comune di Torretta.
Mango-via. Questa via trovasi a sinistra
scorsi 600 metri
circa della via Atenasio e giunge ad uscire nella via Cruillas.
Salerno-via. Questa via trovasi a sinistra scorsi 900 metri circa della via
Cavallacci alla Conceria, e giunge a trovare la via Cruillas.
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