CHIOSTRO DI MONREALE

 

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Monreale - la figurazione dei mesi

        

Premessa

Il calendario è una delle prime invenzioni dell’umanità che, rispecchiando lo stretto legame di interdipendenza  fra  il tempo  naturale ciclico  delle stagioni, il tempo delle attività agricole, quello sociale e religioso, ha consentito agli uomini di avere un utile strumento di “controllo” del tempo, e utili conseguenze sul piano dello  sviluppo delle  società organizzate rurali e successivamente urbane.

Se fin dai tempi antichi, è esistito uno stretto  legame che univa il calendario  con i lavori stagionali agricoli,  è nel Medioevo Carolingio, a partire dal IX sec. d.C. che si rinnova l’iconografia, che lega i mesi dell’anno con le attività umane, attraverso la rappresentazione, prevalentemente, di personaggi intenti in occupazioni tipicamente agricole.

Due dei cicli scultorei italiani più importanti, di tale rappresentazione, sono quelli di Benedetto Antelami e bottega, risalenti al XIII° sec., collocati nel prospetto del protiro del Duomo di Cremona e nel Battistero di Parma che associano alla figurazione dei mesi anche i simboli dello zodiaco. Un ciclo scultoreo antecedente a quello dell’Antelami, pur non essendo della stessa monumentalità, ma non per questo di minore importanza, è quello che si trova figurato nei capitelli delle colonnine d’angolo della fontana del chiostro di Monreale.  

 

Il chiostro di Monreale - Addossato alla Cattedrale Normanna di Monreale del XII sec., è il chiostro Benedettino, di forma quadrata (47 m. di lato) edificato al tempo di Re Guglielmo (ultimo quarto del XII° sec.), caratterizzato dalla ritmica sequenza di 228 colonnine binate  che si raggruppano a quattro negli angoli. I capitelli delle colonnine istoriate, sono una mirabile antologia scultorea, frutto del lavoro artistico di diverse maestranze,  che gli studiosi hanno ricondotto, per le diverse cifre stilistiche, come opera di artisti Campani, Provenzali, Bizantini e Musulmani. I temi proposti nei capitelli dell’intero chiostro sono vari e vanno dai temi sacri a quelli secolari ai motivi animaleschi a quelli simbolici o di invenzione fantastica.

   

Marzo - Aprile

La figurazione dei mesi nei capitelli delle colonnine d’angolo della fontana

Nei capitelli scolpiti a bassorilievo, delle quattro colonnine d’angolo della fontanella posta nell’area sud-occidentale del chiostro, sono compendiati tutti i dodici mesi dell’anno, nella tipica rappresentazione di figure intente in occupazioni tipiche agropastorali, e connotati da una scritta in latino incisa nella parte superiore della figurazione stessa, riferita al mese rappresentato.

Alcune delle figure, che fanno riferimento ai mesi di Maggio e Giugno, che risultano corrose o manchevoli di alcune parti significative, che rendono poco leggibili gli attributi che le definiscono, sono decodificabili appunto per la presenza di tale scritta.

Il calendario illustrato dei lavori dei mesi, diviso nelle facciate dei capitelli del gruppo delle quattro colonnine d’angolo, è ordinato per stagioni, secondo la seguente successione:

a Meridione i mesi della stagione dell’ Inverno: Dicembre-Gennaio- Febbraio Marzo

a Levante  i mesi della stagione della Primavera: Marzo-Aprile-Maggio-Giugno

a Tramontana i mesi dell’ Estate: Giugno-Luglio-Agosto-Settembre,

a Ponente i mesi della stagione dell’ Autunno: Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre

Nelle allegorie dei mesi rappresentati nei capitelli, sono presenti due tipi di figurazioni, di cui il primo di carattere strettamente allegorico come i mesi di Gennaio, Marzo, e Aprile e il secondo di carattere “realistico” legata alla rappresentazione di pratiche culturali  a carattere Agro-pastorale che mette in evidenza la notevole importanza che si attribuiva nel Medioevo alla coltura del grano, della vigna, e  all’allevamento del maiale.  

Descrizione delle singole figurazione dei mesi

> Gennaio - uomo anziano dalla lunga barba, assiso su una poltrona e ricoperto da un’ampia veste lunga fino ai piedi e da un mantello con cappuccio da cui fuoriescono le mani protese in avanti nell’atto di riscaldarle al fuoco. La figurazione simboleggia il riposo della natura nella fase stagionale più fredda dell’anno quando il seme sotto la terra attende il tempo caldo per dare i suoi frutti. Nelle figurazioni medievali per rappresentare Gennaio, oltre  che all’immagine del vecchio che si riscalda al fuoco, si ricorreva anche all’immagine di Giano Bifronte, divinità Romana, che con i due volti illustrava bene il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo.

> Febbraio - giovane potatore dal volto imberbe con indosso una tunica lunga fin sotto il ginocchio, nell’atto di potare la vigna defogliata. La figura simboleggia la fase di preparazione della natura al risveglio della primavera.

> Marzo -  essere dalle sembianze umane  con i capelli spettinati da cui spuntano un paio di corna (Marcius Cornator), che impugna con le mani due olifanti in cui soffia con la bocca. Tale figurazione ereditata dall’antichita allude al subbuglio delle forze naturali tipiche del mese di Marzo, prima di placarsi al sopraggiungere della primavera. Altra figurazione ereditata, sempre dell’antichità per rappresentare Marzo, è quella di un uomo seduto che si toglie una spina. Tale rappresentazione e rinvenibile nel mosaico, del XII sec, della cattedrale di Otranto.

> Aprile - giovane che passeggia tenendo con la mano destra un ramo fiorito appoggiato alla spalla. La mano sinistra in posizione sollevata tiene un’altro attributo non identificabile perché corroso. I fiori portati in mano significano il senso di rinnovamento e il rigoglio della natura nella fase avanzata della primavera. ltro simbolo con cui si rappresentava nel medioevo il mese di Aprile era quella di un giovane nell’atto di accostare i rami fronzuti di un albero, anche questi simboli di fecondità.

> Maggio - uomo accanto ad un cavallo. Molto rovinati e poco leggibili nei dettagli  risultano, il volto e gli arti della figura umana, e la testa del cavallo.

> Giugno - uomo in posizione eretta con il torso nudo che indossa una corta tunichetta sopra il ginocchio annodata alla cintola. La figurazione risulta  fortemente rovinata e poco leggibile per ciò che riguarda i suoi attributi.

> Luglio - mietitore, in posizione semicurva, ricoperto da una breve tunichetta,  colto nell’atto di afferrare un fascio di spighe con la mano sinistra. La figurazione rappresenta bene la conclusione del completo sviluppo e maturazione della vegetazione, nei mesi caldi dell’estate, che ha portato il chicco a diventare spiga, pronta per essere raccolta

> Agosto -  bottaio nell’atto di pareggiare con un mazzuolo, che tiene nella mano destra, le teste delle doghe di una botticella da vino. La figurazione illustra il mese più caldo e luminoso dell’anno con la preparazione della botte che servirà a raccogliere il prezioso frutto liquido della vigna, annunciante l’ingresso dell’autunno.

> Settembre - vendemmiatore a torso nudo e dal volto imberbe e paffuto, che porta sulla spalla destra un cesto intrecciato di vimini ricolmo d’uva, che pigia contemporaneamente con il piede sinistro l’uva vendemmiata contenuta dentro un tino di legno. La figurazione della vendemmia rappresenta l’ultimo sforzo della natura per portare a termine l’opera di maturazione dei frutti prima di distendersi e riparare nell’autunno pieno.

> Ottobre - seminatore nel tipico gesto di lanciare a “spaglio” con la mano destra un pugno di grano mentre sostiene sul braccio sinistro una cesta da cui attingere la granaglia. La figurazione simboleggia la fiducia dell’uomo nella forza fecondatrice e protettiva della madre terra, che proteggerà con la sua coltre il chicco di grano dai rigori del freddo, sia dell’autunno pieno che dell’inverno.

> Novembre -  pastore, ricoperto da una tunica e da un tipico mantello con cappuccio, che conduce al pascolo in un bosco, simboleggiato da un albero, un maiale dall’aspetto cinghialiforme. La figurazione allude il momento  del sopravvento dell’inverno in cui, smessi le attività agricole, ci si dedicava alle attività pastorali.

> Dicembre -  uomo, a capo scoperto con il volto ricoperta da una corta barba, in posizione curva  nell‘atto di abbattere un maiale. La figurazione allude al momento in cui ci si preparava  a formare le riserve alimentari per affrontare il pieno inverno.

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Veduta absidi del duomo

 

 

 

Fontana del chiostro

Gennaio

 

 

 

Marzo

          A                    B

Fronte dei capitelli con le figurazioni dei mesi di:

A   > giugno-luglio

B   > agosto-settembre

 

Novembre