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A mio figlio Emanuele, ed alla sua mamma

Ho scritto questo libro come atto d'Amore verso mio figlio.

Ma è anche un atto d' Amore verso tutti i bambini.

Ovunque essi si trovino. Questo libro è anche un atto di fiducia e di speranza.

I bambini sono il futuro òel'Umanità. E dobbiamo difenderli, tutelarli, sostenerli. Questo libro è un piccolo seme. Ma è un seme ben piantato nel mio cuore. Ed è un invito a te, caro Lettore, a far germogliare il Tuo seme dell' Amore. Forse, da tempo, un po' tutti ce ne siamo dimenticati.  

Fabio Ricciol

 

Fabio.Riccioli@libero.it

 

 

 

 

Al di là del mare...

li troverai

      i tuoi sogni…

 

Ho visto bambini

Ho visto bambini,

gli occhi

bi ferro,

scagliare

la rabbia.

Laceri

1 panni,

ricchezza

la strada,

furore

la vita

E ritorno,

e giocano  e soffrono

 e tesa la mano

speranza è

 nel cuore.

Negli occbi

òi ferro 

la vita fiorisce.

E sboccia per
loro.


Esci…

Esci stamani il sorriso

tra le braccia e seminalo. spargine

sul cemento negli angoli bui

tra spenti balconi

in mezzo

ad amorfe bamiere a SasSl

ad asfalto rugoso a plastica

ad alberi tristi ormai rassegnati.                                                        

Regalane al cane di strada,                       

al bimbo,

alla madre,

all'uomo che tende la mano,

e ricoprili.
Incrocia occhi graffiati

di gente che sfugge,

e inondali.

Stasera,

a casa,

il cuore

ringrazierà.

 


ritratto autore - f. riccioli

 

La goccia d'acqua

C'era una volta nel mare di Morena una  goccia d'acqua.  Essa viveva insieme a migliaia e migliaia di sorelle anche loro gocce d'acqua felice di nuotare e di giocare.  Giocavano insieme inseguendo la spuma delle onde  saltando insieme ai pesci e volando sulle ali dei gabbiani.  Giocavano a nascondino tra le alghe ridevano e scherzavano con i granchi e alla fine stanche riposavano sulla sabbia in riva al mare stando attente a non asciugarsi troppo al sole.  Ogni tanto quando il tempo si arrabbiava e il vento soffiava forte venivano sballottate qui e là su spiagge sconosciute.  E li incontravano altre sorelle gocce d'acqua  pulite trasparenti cristalline come loro.

E' lì facevano amicizia sorridevno si abbracciavano. E ,giocavano... ,giocavano a saltare sui pesci ad inseguire la spuma delle onde  a volare sulle ali dei ,gabbiani.  Giocavano a nascondino tra le alghe ridevano e scherzavano con i ,granchi} e alla fine stanche riposavano sulla sabbia in riva al mare stando attente a non asciu,garsi troppo al sole.  Ma un ,giorno il tempo si arrabbiò tanto ma cosi tanto che il vento soffiava forte tanto forte e il cielo ruggiva come un leone e le onde erano alte troppo alte per saltarci sopra e i pesci andavano a nascondersi dietro ,gli scogli per la paura e i ,gabbiani volavano alto più in alto delle nuvole per non essere sbattuti sulla terra e le alghe venivano trascinate dalla furia del vento e del mare} a morire sulla sabbia.  E così sbattute qui e là per ,giorni e ,giorni le sorelle ,gocce D'acqua finirono per trovarsi in un mare NUOVO. Un mare nero di petrolio, sporco  e puzzolente di rifiuti.  Le sorelle gocce d'acqua, tramortite spaventate dalla tempesta, ci misero un pò di tempo a risvegliarsi. E quando si risvegliar si trovarono a migliaia e migliaia le sorelle gocce  nere, opache, puzzolenti. Erano  arrabbiate le gocce nere ed avevano Un' aspetto molto triste.  Le sorelle gocce cristalline volevano fare amicizia: Come vi chiamate, gocce nere? Che mare è questo? Giocate insieme a noi?  Questo è il mare più bello del mondo, gocce. cristalline! E noi Cme voi giochiamo per  vi conosciamo. Siete DIVERSE Le gocce cristalline, stupite, n0n capivano questo si guardarono tra di loro, brillando sotto i raggi del sole che tor1nava a splendere, chiesero alle gocce nere: "Gocce nere, cosa  significa la parola DIVERSE? Perché dite

questo? perché non volete giocare con noi le Gocce cristalline voi non siete di questo mare! Non vi conosciamo non vi abbiamo mai visto!  E non vogliamo giocare con voi! Questo

significa essere DIVERSEPI  Le gocce cristalline mortificate si guardarono tra loro brillando sotto i raggi del sole che tornava a splendere e dissero in coro: "N oi non conosciamo questa parola gocce nere! Noi siamo sorelle gocce dl acqua come voi siamo UGUALI a voil..

Noi dissero le gocce nere. Noi non vi conosciamo siete DIVERSE e non vogliamo giocare con voi Prima perché dissero le gocce cristalline. "Noi siamo uguali a voi nuotiamo tutte nello stesso mare andiamo dove ci porta il soffio del vento  la furia del mare la forza delle onde! Non importa che voi siate nere e noi cristalline non importai siete come noi! E ancbe se non ci conosciamoi siamo fatte della stessa acqua di marei saltiamo tutte con gli stessi pescii inseouiamo la spuma delle stesse ondei e voliamo sulle ali degli stessi gabbiani! Certo voi siete un po' sporcbe... ma non aspettate cbe qualcuno venoa a ripulirvi. Fatelo voi! Lasciate questo mare inquinatoi sporco e puzzolente di rifiuti! Andate lontano! Andate laggiù dove il mare è trasparente e ripulitevi! Lasciate cbe l'onda cristallina del mare aperto lavi lo sporco cbe avete addosso! voi non siete nate COSI! Il Grande Amore che ha creato questo marei non vi ba fatto COSI sporcbe COSI DIVERSE Il Grande Amore non vi vuole COSI Siete voi oocce nerei ad essere diverse dal orandei infinito mare cristallino nuotate nuotate forte e veloce e ripulitevi E tornate a saltare con i pesci, àd inseguire la spuma delle onde, a volare sulle ali dei gabbiani, a giocare a nascondino tra le alghe, a ridere con i granchi, a  riposare sulla sabbia... Insieme a noi.

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