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S.MARIA DELLO SPASIMO

BASTIONI DI PALERMO REAL TENUTA DELLA FAVORITA

  L’Ex Ospedale di San Bartolomeo

Dell’ex ospedale di S. Bartolomeo, un tempo attiguo funzionalmente alla chiesa di S. Nicolò alla Kalsa, così ci informa il noto cronista palermitano del XVIII sec. Francesco Emanuele Gaetani Marchese di Villabianca, “…esiste al termine del destro corso della strada del Cassaro…” è..quasi adiacente alla porta Felice Feria..”e “contasi la sua fondazione prima del 1301 fattavi dalli confrati della Candelora…”.

 La Confraternita della Candelora, che fin dai suoi primi passi, si occupava principalmente di dare ospitalità e cure agli ammalati, prestava la sua opera di assistenza ospedaliera in due infermerie distinte, di cui la prima, detta di S. Bartolomeo, serviva per gli ammalati meno gravi e la seconda, detta di S. Maria della Candelora, per gli ammalati affetti da patologie contagiose o incurabili.

Per quest’ultimo motivo il S. Bartolomeo, in passato, era noto anche come “l’ospedale degli incurabili”.

Tra il 1435 e il 1440 nel piano del riordino funzionale dell’assistenza sanitaria palermitana, voluto dal padre Benedettino Giuliano Maiali, l’ospedale di S.Bartolomeo fu aggregato all’Ospedale Grande o Nuovo di Palazzo Sclafani, con la funzione di “ ..essiri unu hospitali undi poczano essiri recolti poveri e pellegrini chi vinissiro di fora regnu pri mari oy pri terra pri putiri aviri riparu e poi essiri rimisi a lu dictu novu hospitali..”

Nel 1581 in occasione del prolungamento del Cassaro, dalla chiesa di Portosalvo a mare, l’ospedale con le sue infermerie venne a essere danneggiato e separato dai locali annessi alla chiesa di S. Nicolò, creando ai confrati notevoli problemi sia ciò che riguardava l’esercizio delle funzioni sanitarie sia per quelle di  conforto spirituale agli infermi.

Il Senato palermitano, per risolvere il problema sopravvenuto, offrì ai rettori del S. Bartolomeo la disponibilità di alcuni magazzini Senatoriali attigui su cui fabbricare nuovi locali.

I lavori di adeguamento e restauro del S.Bartolomeo, pur iniziati nel 1586 si protrassero per lunghi anni, come testimonia  la posa della seconda pietra avvenuta nel 1608, per mano del Viceré Don Giovanni Fernandez  Paceco, Marchese di Vigliena.

Nel 1825 il nome dell’Ospedale di S. Bartolomeo cambiò in quello di Conservatorio di Santo Spirito perché nei suoi locali trovarono ospitalità i Trovatelli o Proietti cittadini.

    

Oggi al posto del San Bartolomeo sorge l'istituto nautico

Tale ultima denominazione dell’ospedale, sarà assegnata nel XIX sec. alla piazza, antistante l’ingresso del conservatorio, realizzata nell’area della demolita chiesa di S. Nicolò, fortemente danneggiata dal terremoto del 1823 e per questo demolita totalmente.

  

La piazzetta Santo Spirito 

e la passeggiata sulle mura dette delle cattive

Contestualmente nel 1823, venne sistemata la pubblica terrazza, detta delle cattive, sulle mura della città, che verrà collegata con la piazzetta di S. Spirito da una scenografica scalinata al cui ingresso verranno collocate due erme in tufo, scolpite nel 1827 dallo scultore Rosario Bagnasco. La piazzetta S. Spirito, con il concorso di G.B.Basile, fu definitivamente sistemata tra il 1859/61 con la fontana del cavalluccio marino, opera dello scultore Ignazio Marabitti, un tempo impiantata nel giardino del palazzo Ajutamicristo di via Garibaldi.

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