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HOME | IL CICLO DEL GRANO | ||
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Il
tesoro di Cerere Il
frumento ha costituito il principale prodotto alimentare per l'uomo ed ha
accompagnato fin dall'antichità,. più di ogni altro, l'uomo nelle sue
peregrinazioni seguendo e favorendo lo sviluppo delle civiltà. Uno
dei centri di origine della pianta sembra essere stato l'Asia Minore, da lì
portato nelle valli e nelle pianure la pianta selvatica e rozza si è
trasformata in pianta generosa e gentile. Per mezzo di incroci si sono ottenute migliaia di varietà di frumento, ognuna con proprie caratteristiche. Fasi lavorative del ciclo del Grano L’Aratura
Aratro a chiodo e puntali La
Semina Lavori
stagionali Mietitura
Mietitura con la falce messoria Trebbiatura Dopo
la raccolta le spighe venivano trasportate e sparse nell'aia posta in un
pianoro ventoso, dove coppie di muli battevano le spighe con gli zoccoli
"cacciata".
"...
Nella mancanza quasi universale di qualunque macchina, la trebbiatura si
fa coi muli, che guidati dal contadino pestano correndo i covoni sparsi
sull'aia. Per fare questo lavoro bisogna aspettare una giornata in cui
tira vento. Il lavoro della trebbiatura sotto i raggi cocenti del sole
siciliano è durissimo, e rovinoso per gli uomini e per le bestie…"
(A. Battaglia)
Crivi e Tridenti Il
grano dopo essere stato spagliato con i tridenti e vagliato con i crivi
"… è venuto il gran momento della suddivisione sull'aia,
il contadino può ritenersi fortunato se sopra venti salme
che abbia prodotte il suo campo, egli può riportane
a casa sua tre o quattro, e in massima parte di qualità
inferiore…" .
Cannizzi La
Trebbiatura moderna Oggi
le complesse mietitrebbiatrici con un ciclo continuo di fasi mietono il
grano, lo trebbiano (liberano il seme dagli involucri), insaccano i semi e
imballano la paglia. In
estate dopo la trebbiatura il paesaggio cerealicolo ancora di colore oro
volge nelle tinte nerastre quando le restucce dopo essere state incendiate
e carbonizzate si spengono.
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IL GRANO UN IMPEGNO CHE DURA TUTTO L'ANNO |
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Il
ciclo del grano scandiva nel suo svolgersi durante l'anno la vita
contadina creando nei lavoratori, |
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Proverbi
legati al ciclo |
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| (IN DIALETTO SICILIANO) | ||||||
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Gennaio
Aprile
Dicembre |
Jnnaru
siccu, burgisi riccu,. Jnnaro vagnato, burgisi cunsumatu. L’acqui
di frivaru jnchinu lu granaru. Marzu
asciuttu, granu pri tutti. Aprili
quannu chianci e quannu riri. Quannu
maju è urtulanu, assai pagghia e picca granu. Giugnu la fauci in pugnu. Acqua di giugnu consuma lu munnu. Giugnettu,
lu frumentu sutta lu lettu. Austu
è riaustu è capu di
’mmernu. (15 Agosto) Cu simina pri Santa Lucia (13 dicembre) nun porta furmentu pri la via
"…L'anno agrario in Sicilia per tutta la terra a granicoltura corre dal I° settembre al 31 agosto, e l'immissione in possesso del nuovo affittuario, comincia difatti col I° settembre…"
La vita del mietitore e veramente grama A
testimonianza di quanto fosse grama e dura la vita dell'agricoltore,
anche nelle cose che oggi a noi sembrano minori, si ricorda a mò di
esempio un episodio avvenuto nel 1842, che diede luogo ad una querelle
giuridica durata numerosi anni per il riconoscimento dei diritti civici,
tra i proprietari dell'ex feudo Besi e alcuni contadini. "… Il 18 maggio 1842 Ignazio Cutrera…Salvatore di Vincenzo…e Bernardo Cutrera, si recarono all'ex feudo Besi per il taglio della Disa (ampelodesmo) tanto necessaria agli agricoltori nostri per la legatura dei covoni. I campieri li mandarono via in malo modo e sequestrarono loro anche le falci. I malcapitati, ritornando in Corleone, si presentarono al sindaco D. Felice Favaloro…". I "malcapitati sembra che ottennero soddisfazione perché le autorità sentenziarono che "…al pro tempore sorge, ci vogliate e dobbiate eseguire, osservare,… ad quemcumque i privilegi concessi a detta città di lu Cunigliuni, che al presente stanno in uso…osservanza…et consuetudine…" (G. Colletto) |
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Scritto e Publicato per Annuario "Duemiladue della Gulotta
Editore Palermo
photo by Marcello Paternostro |
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