SEGNI METROPOLITALI

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"una rivolta biotropica contro l段nquinamento semiotico"

  GGraffiti

Teatro della vita, ecco, i graffiti. Unici e rozzi, graffi che incidono sui territori della morte, sulle superfici metropolitane lucide e pulite, segni di rivolta e di liberazione. Gocce colorate di un desiderio sotterraneo che cerca i suoi volumi nell置niverso iper-reale sovraffollato di nulla che svolge un discorso di poesia nella ruvida cultura della strada. Che irrompe nel mondo eteroclito della s-comunicazione totale con una voce limpida vergine e senza storia.

Che nomina l段nnominato e in questa trasgressione lo porta alla vita sociale violando il contesto programmato per la sua negazione. Poesia di molti poeti voce senza volto che guarda i suoi interlocutori senza vederne alcuno ma che parla intensamente a chiunque gli regali il suo sguardo. 

E ad ogni nuovo sguardo rinnova le scene dell段nesauribile teatro della vita. 鉄i scrive nelle proprie zone d段ncontro: il muro, la panchina, la cabina telefonica, l誕rredo dei trasporti pubblici; si marchia il proprio territorio. 

In questo modo il proprio territorio delimitato, indica agli altri la presenza di un gruppo, il suo nome, la musica preferita o lo stile di vita. Uno stile di vita che ha nella trasgressione, nella rottura della normalit di comunicare, il proprio significato: progetti di modificare a proprio gusto, di segnare secondo la propria personalit estetica, quasi di arredare diversamente la citt in cui si abita.

斗a spinta a dipingere grandissime immagini sui muri , di fatto, il disperato tentativo di comunicare, di lasciare un segno nel mutevole, casuale mondo del ghetto.

Ancor di pi: una rivolta biotropica contro la forma pi micidiale di inquinamento che ci affligge, l段nquinamento semiotico.

Segni fascinanti e fascinatori che sostituiscono con l誕llucinazione di sequenze spettacolari la comunicazione tramite i senso. Materiale di simulazione, segni non referenziali che non significano alcunch mentre invece disegnano. Disegni che si rapportano ad altri segni fascinatori secondo il movimento implosivo proprio del delirio. Comunicazione fatica, non comunicante, fittizia, dominata dal pi assoluto disinteresse a trasmettere un qualsiasi contenuto referenziale od emotivo ma necessario per colmare i vuoti d段nformazione significativa. Questo e il nuovo inquinamento. L弾ccesso dei segni maciullati di linguaggi encrotici frantumati che satura senza scampo il campo metropolitano. 

Contro i quali si leva la guerriglia dei graffiti capaci di dare voce- sui muri, nelle celle di sicurezza dei transiti coatti, sulle carrozze ed i corridoi della metropolitana, sui camion, sui luoghi di ritrovo- al sogno ed ai desideri di vita, di comunicazione, di rivoluzione. Voce alle formazioni inconsce e ai loro linguaggi surreali. Voce ai corpi rinchiusi e alla loro profetica ribellione. 斗e parole delle metropoli hanno cominciato a mormorare, piangere e cantarehanno smesso di essere un simbolo di separazione per diventare sede di un弾sperienza vitale, veicolo d段dee e di emozioni.

Comunicazione spray, col pennarello, col gessetto, labile, impermanente, metastabile, effimera, contestuale, aggressiva, fantasiosa essa - come il sogno- una possibilit per tutti di essere poeti, un弛ccasione di massa per dare immagine e colore alle proprie emozioni incarcerate. E cos trasformare la superfici 砥fficiali e 殿utorizzate in scenari vibranti del nostro teatro della vita. 

Arte senza artisti. Poesia senza poeti. Itinerario ironico trasgressivo e s-regolato di un viaggio rivoluzionario in cui l段ncontro-scontro con l但ltro esteriore e col Diverso esteriore prepara ed introduce all段ncontro-scontro col proprio altro interiore, con la propria differenza.

Desiderio di libert e liberazione del desiderio. Ecco, GRAFFITI.  

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