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LE VILLE DELLA PIANA DEI COLLI  DAL FASCINO ALLA DECADENZA

Nelle architetture delle ville aristocratiche che popolano la Conca d'oro dalle forme monumentali, dinamiche e gioiose, che inequivocabilmente le legano al gusto stilistico tipico dei sec. XVII-XVIII rimane un fascino sensuale che tuttavia, non riesce a  nascondere la ormai silente decadenza.

Queste residenze, un tempo simbolo di splendore e di “sfrenato” lusso, mostrano al visitatore l’essenza dl una scenografica teatralità negli splendidi scaloni a tenaglia, sia negli immensi saloni fastosamente affrescati, che  nelle corti , e nei prospettici viali, che hanno inizio con portali fantasiosi e monumentali.

Sulle ville oggi, immerse in un contesto di “cemento” che né ha sopraffatto l'antico splendore, aleggia un’atmosfera surreale in cui si agitano le memorie dì un potere opulento ormai decaduto.

Prospetto di Villa Amari

A proposito delle devastazione di cui sono oggetto le ville della piana dei colli e del loro “ lento processo di rovina .. incuria, disattenzione, volontà speculativa.. mancanza di cultura”, denunciate dalla studiosa principe delle ville l' arch. Margherita de Simone  si riportano sinteticamente di seguito due scritti, risalenti al 1979, di due altri appassionati studiosi del patrimoni artistico culturale e ambientale quali sono Rosario la Duca e Giuseppe Bellafiore.

Prof. Rosario La Duca

…“Le ville della « piana dei Colli», …indipendentemente dallo specifico valore architettonico,… rivestono…particolare importanza per il loro caratteristico impianto scenografico nell'ambiente naturale che un tempo le circondava.

Questo ambiente è stato oggi in massima parte violentato, o addirittura annullato, dal dilagare della città che, come una marea di cemento armato, ha anche travolto molte di queste testimonianze del passato.

A differenza di altri edifici monumentali del centro storico che pur in precarie condizioni rimangono ancora nell'antico contesto urbano e si prestano quindi ad un recupero anche dal punto di vista ambientale, per molte delle ville della piana dei Colli invece non rimane che da salvare soltanto l'edificio essendo ormai definitivamente compromesso l'ambiente originario.”…

Prof. Giuseppe Bellafiore

…“Le ville della Piana dei Colli, e quelle dell'agro palermitano in generale, hanno ormai una congrua letteratura. Non può dirsi dunque che siano sconosciute e che, pertanto, sia casuale l'attacco che, giorno dopo giorno, viene portato tanto al loro corpo edilizio che al verde che le circonda.

Poste nelle zone di espansione di una città che s'allarga caoticamente a macchia d'olio, esse sono, ormai da un trentennio, un fastidioso e scomodo ostacolo alle lottizzazioni della speculazione edilizia.

Di contro ad una piccola schiera di cittadini che si ostina a vedere in esse la testimonianza di vita, di costume e d'arte di un passato che non si può sopprimere se non si vuol perdere la qualità di uomini c'è il compatto fronte delle forze economico-politiche che vanifica ogni tensione di difesa. E il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi. Si veda il caso emblematico della splendida villa Resuttana definitivamente oppressa da una fungaia di palazzacci “….

Le ville della Piana dei colli Palermo

 

Villa Airoldi 

Ubicata nella contrada di Sampolo, in via Leoni era un tempo circondata da un esteso giardino ornato da esotiche essenze  arboree e di statue e fontane, oggi quasi completamente estinte. L’attuale villa edificata da Don Stefano Airoldi, presidente della Regia  Gran Corte, venne portata a termine  dal fratello, Monsignore Don Alfonso Airoldi. La villa dal prospetto di gusto neoclassico, presenta all’interno del salone nobile affreschi prettamente settecenteschi.

 

Villa Adriana (Viale Strasburgo)

Ci informa il marchese di Villabianca che la villa fu edificata dal Maestro razionale Paolo Spinelli, dopo il 1730. Comprata  da Maria Cristina  Lucchesi, vedova di  Ottavio Gaetani  principe del Cassaro. Il prospetto ornata da eleganti stucchi, è caratterizzato da un alto e imponente fastigio. La villa ridecorata  dopo il 1774, presenta nel salone  affreschi di Vito D’Anna.

 

Villa Pantelleria 

Edificata da Francesco Requenses, principe di Pantelleria , la villa aveva un grande impianto con viale d’accesso monumentale di cui rimangono i piloni slegati oggi in un contesto edilizio che li occulta. La facciata, decorata a stucco, risulta oggi priva dello scalone monumentale d’accesso al piano nobile. All’interno sono ancora presenti affreschi del primo settecento.

 

Villa  De Cordova

Agli inizi del 1700 il Marchese Giovanni Brancaccio edificava una casina con corpi bassi e cortile. Successivamente gli eredi del Brancaccio concessero ad enfiteusi la villa a Giovanni Battista Arceri maestro razionale del regno il quale nel 1754 vi aggiunse una cappella intitolata alla Madonna del Rosario. Dopo una serie di passaggi agli inizi del nostro secolo pervenne alla famiglia De Cordova marchesi della Giostra. La villa, una delle meglio conservate, mostra in tutta la sua bellezza lo scenografico scalone con rampe elicoidali direttamente connesse con i corpi bassi laterali.

 

Villa Arena - Mortillaro

Nel 1568 Pietro Tudisco comprò, dalla Pia Opera di Navarro, un vasto fondo agricolo ubicato nella contrada “ Pozzo Comune”  ai Petrazzi, che comprendeva anche una piccola montagnola difesa da una torre del XVI sec. Nella seconda metà del ‘600 la proprietà passò dai Tudisco all’Abate Giovanni Faja che nel 1724 la alienò al Giureconsulto Girolamo Arena Giudice della Gran Corte. Successivamente al 1724  G. Arena iniziò la costruzione dell’attuale villa, in cui ubicherà nel 1749 una cappella intitolata a S. Francesco di Paola. Dopo la morte di Girolamo Arena  i lavori di edificazione della villa furono  proseguiti dal figlio Giuseppe, anch’egli  magistrato. Successivamente il fondo con la villa passò al genero Carlo Mortillaro Asmundo Barone del Ciantro Soprano. La villa, mai completata nelle partiture  esterne,  ebbe, nel 1749, come direttore dei lavori l’illustre  Architetto  Sac. Nicolò Palma. Il vasto prospetto della villa è raccordato con l’ampia corte da un l’imponente scalone a tenaglia

 

Villa Lampedusa

La villa edificata verso la fine del settecento, venne acquistata attorno al 1885 dal principe Giulio Tomasi di Lampedusa. Lo scalone esterno ha la caratteristica di terminare su una edicola  sporgente al piano nobile. Il parco un tempo adorno di fontane e sedili oggi è in completo abbandono.

 

Villa Partanna

La villa edificata tra il 1722 e il 1728 per volere di Laura la Grua, principessa di Partanna. La particolare articolazione barocca  a doppio  trapezio per il corpo residenziale e circolare per le dipendenze, rende unica la villa Partanna nel quadro delle ville della piana dei colli.  

 

Villa Resuttano

Edificata agli inizi del XVIII sec. da Federico di Napoli principe di Resuttano, i lavori furono proseguiti dal figlio Pietro. La Cappella annessa alla villa  venne elevata a parrocchia nel 1700. All’interno notevoli gli affreschi  di Vito d’Anna e di Gaspare Fumagalli. La stampa contenuta in A. Leanti " De lo stato presente della Sicilia"  ci dà la cognizione della magnificenza del parco annesso alla villa,  oggi completamente stravolta dal dilagare di una invadente edilizia residenziale.

Per Saperne di più

60 VILLE DA SALVARE – Azienda Di Turismo di Palermo e Monreale  1979 Palermo Collana” Quaderni”

Margherita de Simone - Ville Palermitane, Genova 1968

Margherita de Simone -Ville Palermitane, Palermo 1974

La Duca Rosario - Ville, Bagli e casene  della Piana dei Colli, Palermo 1965

Lanza Tomasi G. - Ville di Palermo, Palermo 1965

Basile N. - Le ville di Palermo nel sec. XVI in Palermo Felicissima, Palermo 1932

Mongitore A. - Le chiese fuori della città, manoscritto Bibblioteca Comunale di Palermo ai segni Qq E.10

Francesco Lo Piccolo – in Rure Sacra Accademia Nazionale  di scienze lette

 

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